Generazione Z al lavoro: come la tecnologia e l’AI stanno ridefinendo le aspettative professionali
In Breve
- Qual è l'approccio della Generazione Z nei confronti del lavoro?
- La Generazione Z ha un approccio radicalmente diverso rispetto alle generazioni precedenti, con una forte aspettativa verso la tecnologia e l'AI.
- Quali strumenti tecnologici si aspettano i giovani al lavoro?
- I giovani si aspettano applicazioni e funzionalità di intelligenza artificiale sui dispositivi aziendali simili a quelli dei loro smartphone.
- Quali sono le caratteristiche distintive della Generazione Z?
- Tra le caratteristiche ci sono apertura e inclusività, consapevolezza ambientale, avversione per compiti ripetitivi e insofferenza verso rigidità di orario.
Una recente indagine condotta su un campione di 400 manager italiani ha messo in luce il cambiamento radicale nel rapporto tra la Generazione Z e il mondo del lavoro. Secondo il 47% dei responsabili, i giovani mostrano un approccio al lavoro nettamente diverso rispetto alle generazioni precedenti, con percentuali che superano il 50% nelle grandi aziende.
Il fulcro di questo cambiamento è rappresentato dalla tecnologia. Infatti, il 68% dei manager intervistati ha evidenziato che i giovani professionisti si aspettano applicazioni e funzionalità di intelligenza artificiale sui dispositivi aziendali almeno allo stesso livello di quelle utilizzate sui loro smartphone personali. Inoltre, il 64% dei manager ha segnalato che l’uso di strumenti di lavoro obsoleti o poco efficienti influisce negativamente sulla motivazione e sulla produttività dei dipendenti.
Tra le caratteristiche distintive della Generazione Z emergono valori come apertura e inclusività (33%), consapevolezza ambientale (25%), avversione per compiti ripetitivi (34%) e insofferenza verso rigidità di orario e presenza in ufficio (30%). La ricerca ha anche rivelato che il 49% di questi giovani è considerato nativo digitale, il che implica una familiarità innata con le tecnologie moderne.
Un dato significativo è che oltre l’80% delle aziende italiane sta già utilizzando o sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale, principalmente per automatizzare attività ripetitive. Per il 58% dei manager, l’AI non solo serve a migliorare l’efficienza, ma assume anche un ruolo relazionale, fungendo da ponte tra colleghi di diverse età. Questo ha portato a un’inversione parziale del tradizionale flusso di trasferimento delle competenze, con i più giovani che formano i senior sui nuovi strumenti e i senior che condividono la loro esperienza e visione strategica.
Per circa un terzo dei manager, la presenza di strumenti di intelligenza artificiale integrati nei computer aziendali è oggi un fattore decisivo per la produttività delle nuove leve. Tra le innovazioni citate, una particolare applicazione trasforma il PC in un assistente personale attivabile con un semplice tasto. Questa suite offre moduli per report automatici delle riunioni, traduzioni simultanee, sintesi e liste di attività, oltre a strumenti per confrontare e riassumere documenti complessi e funzioni di supporto alla stesura di e-mail e discorsi. Un aspetto interessante è che l’intera suite è progettata per funzionare anche offline, elaborando i dati direttamente sul dispositivo, con l’obiettivo di coniugare funzionalità e tutela della privacy.
