Previdenza Complementare: Un Futuro Incerto per gli Italiani
In Breve
- Qual è l'importanza della previdenza complementare secondo il rapporto?
- Il 76,1% dei lavoratori la considera utile per mantenere o migliorare il tenore di vita da pensionato.
- Qual è il tasso di partecipazione alla previdenza complementare?
- I tassi di partecipazione sono inferiori al 40% delle forze di lavoro.
- Qual è l'età media attesa di pensionamento?
- L'età media attesa di pensionamento è di 69 anni.
Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, analizza il rapporto degli italiani con la previdenza complementare, un tema di crescente rilevanza in vista delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Questa indagine, condotta su un campione di lavoratori italiani tra i 18 e i 50 anni, mette in luce come, nonostante la consapevolezza dell’importanza della previdenza integrativa, molti continuino a conoscerla poco e a mostrarsi diffidenti nei suoi confronti.
Secondo il rapporto, il 76,1% dei lavoratori che ha familiarità con la previdenza complementare la considera una possibile soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionato. Inoltre, il 69,9% crede che questa possa contribuire a finanziare progetti e attività necessarie durante l’età longeva. Tuttavia, la partecipazione a forme di previdenza complementare rimane bassa, con tassi inferiori al 40% tra le forze di lavoro.
La conoscenza della previdenza complementare è tuttora limitata: solo il 28,9% dei lavoratori afferma di conoscerla bene, mentre il 57,6% ha una conoscenza generale e il 13,5% non la conosce affatto. Inoltre, solo il 17,0% ha una comprensione effettiva dei meccanismi di base e solo il 6,0% è a conoscenza delle novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. La confusione regna sovrana, con il 55,8% degli intervistati che segnala informazioni poco chiare e il 18,3% che ha ricevuto notizie false sulla previdenza complementare.
Molti lavoratori tendono a procrastinare la decisione di aderire a forme di previdenza complementare. Il 45,0% ritiene di avere altre priorità e che la pensione possa essere affrontata in un secondo momento, mentre il 51,3% è scettico sulla pianificazione previdenziale a causa della frequente modifica delle regole.
Le aspettative riguardo alla pensione pubblica sono basse: in media, i lavoratori si aspettano una pensione pari al 48,4% della propria retribuzione. Tra i dipendenti, la stima è del 49,7%, mentre per gli autonomi scende al 41,5%. Il 76,6% degli intervistati non crede che l’aumento dell’età pensionabile garantirà pensioni adeguate, e l’80,3% è convinto che i giovani non avranno una pensione dignitosa.
Riguardo all’età pensionabile desiderata, il 64,8% dei lavoratori vorrebbe andare in pensione entro i 60 anni. Tuttavia, l’età media attesa di pensionamento è di 69 anni, con un notevole scarto tra le aspettative e la realtà: il 67,8% dei giovani tra i 18 e i 35 anni prevede di andare in pensione a 70 anni o più.
Un elemento chiave per incentivare l’adesione alla previdenza complementare è la consulenza. Il 55,0% dei lavoratori che conosce la previdenza integrativa afferma che, se supportato da un consulente fidato, sarebbe più propenso a iscriversi. Inoltre, il 55,9% gradirebbe l’assistenza di esperti per comprendere meglio le opportunità e i rischi delle varie forme di previdenza.
Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha sottolineato l’importanza di questa riforma, definendola un’opportunità per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro della previdenza. Ha evidenziato che una comunicazione efficace è fondamentale per aumentare l’alfabetizzazione previdenziale e aiutare le persone a pianificare il proprio futuro con maggiore consapevolezza.
Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non è solo una risposta ai bisogni futuri dei lavoratori, ma anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario, contribuendo allo sviluppo dei mercati e dell’economia reale.
Questi risultati evidenziano le sfide e le opportunità legate alla previdenza complementare in Italia, un tema che richiede attenzione e azioni concrete per garantire un futuro previdenziale più sicuro per tutti.
