Rialzo del Prezzo delle Quote di CO2: Analisi delle Dinamiche del Mercato ETS
In Breve
- Qual è la situazione attuale del prezzo delle quote di CO2?
- Il prezzo delle quote di CO2 è tornato a salire, superando gli 81 euro a tonnellata dopo un calo iniziale.
- Cosa ha causato il recente rialzo del prezzo?
- Il rialzo è stato influenzato da ritardi nell'attribuzione delle quote gratuite e dalla partecipazione degli investitori finanziari.
- Quali sono le prospettive per il mercato ETS?
- Il mercato ETS è in attesa di una revisione normativa, con discussioni previste nel Parlamento europeo e tra gli stati membri.
Negli ultimi mesi, il mercato europeo delle emissioni di CO2 ha registrato un significativo rialzo nel prezzo delle quote. Il future Eua, con consegna a dicembre 2026, ha superato gli 86 euro a tonnellata il 22 luglio, per poi stabilizzarsi poco sopra gli 81 euro. Questo aumento segue un periodo di flessione, durante il quale, il 20 marzo, il prezzo era sceso sotto i 67 euro. In quattro mesi, il mercato ha recuperato circa il 30% del valore.
Il mercato ETS (Emission Trading System) si basa su un sistema di assegnazione di permessi di emissione, che avviene sia gratuitamente, secondo benchmark stabiliti, sia tramite aste pubbliche. I permessi possono essere scambiati in un mercato secondario, dove il prezzo attuale è fortemente influenzato dal rischio regolatorio. Negli anni iniziali del sistema, avviato nel 2005, l’eccesso di quote assegnate gratuitamente e la diminuzione delle emissioni legate alla crisi economica del 2008 avevano mantenuto la scarsità più teorica che reale. Ad esempio, all’inizio del 2017, il valore dell’Eua era di circa cinque euro, mentre dal 2022 il prezzo è costantemente salito oltre i 70 euro, superando i 90 euro a gennaio 2026.
Un forte calo del prezzo all’inizio del 2026 è stato in parte attribuito alle dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale ha espresso la disponibilità a rivedere o sospendere il sistema ETS. Questa incertezza ha portato a una perdita di quasi il 20% del valore dall’inizio dell’anno. Tuttavia, questo evento è considerato un’anomalia legata al rischio regolatorio, inserita in una tendenza di lungo periodo al rialzo.
Il recente rialzo dei prezzi è stato ulteriormente spiegato da ritardi nell’attribuzione delle quote gratuite. I nuovi benchmark per il periodo 2026-2030 sono stati definiti solo a fine giugno, e le assegnazioni per il 2026 sono arrivate con un ritardo di circa tre mesi. Questo ha lasciato il mercato privo di quote che molte imprese avrebbero dovuto utilizzare per adempiere agli obblighi relativi al 2025, con scadenza a settembre.
Un altro fattore che ha influenzato l’andamento del prezzo è la crescente partecipazione degli investitori finanziari alle aste. In Italia, circa 680 soggetti sono coinvolti nel sistema ETS, che comprende 1.200 impianti. Tuttavia, solo 25 attori partecipano effettivamente alle aste, di cui quasi la metà sono investitori finanziari. La loro presenza ha aumentato la liquidità del mercato, ma ha sollevato interrogativi su chi debba partecipare direttamente alle aste.
Il 17 luglio, la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione del sistema ETS, che prevede, tra l’altro, il prolungamento dell’eliminazione delle quote gratuite fino al 2038 e l’obbligo di investimenti industriali nella decarbonizzazione per mantenere il diritto a riceverle. Questa proposta è stata criticata da esperti del settore, che ritengono che allunghi le assegnazioni gratuite senza riportare il sistema al modello originario, in cui le eccedenze restavano all’interno del sistema industriale come ricavo per chi riduceva le emissioni.
Il testo della proposta dovrà essere discusso dal Parlamento europeo e dagli stati membri, con l’obiettivo indicativo di raggiungere un accordo nel primo trimestre del 2027. I tempi e il contesto politico, comprese le prossime elezioni regionali in Germania e le attuali posizioni delle forze politiche in Francia, oltre alla pressione delle associazioni industriali, sono considerati fattori cruciali per il negoziato sulla riforma.
