Crisi della siderurgia canadese: l’impatto dei dazi USA sull’acciaio
In Breve
- Qual è l'impatto dei dazi USA sull'acciaio canadese?
- I dazi hanno causato un calo significativo della produzione e delle esportazioni di acciaio in Canada.
- Cosa ha fatto il Canada in risposta ai dazi?
- Il Canada ha attivato contromisure su oltre 300 prodotti, raddoppiando le tariffe fino al 50%.
- Quali sono le prospettive per l'industria siderurgica canadese?
- Le prospettive rimangono incerte, con nuove sfide attese a partire dal 2027.
Crisi della siderurgia canadese: l’impatto dei dazi USA sull’acciaio
La siderurgia canadese sta affrontando una crisi senza precedenti, in gran parte a causa delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e dell’introduzione di dazi significativi. L’acciaio, in particolare, è stato il principale motivo di scontro durante i negoziati per il rinnovo dell’UMSCA, portando a misure tariffarie che hanno colpito duramente il settore.
Le misure tariffarie e le contromisure canadesi
Il 8 settembre, il Canada ha risposto ai dazi statunitensi attivando contromisure su oltre 300 prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio, raddoppiando le tariffe fino al 50%. Questa escalation ha avuto un impatto devastante sulla produzione e sulle esportazioni canadesi.
Produzione e esportazioni in calo
Un anno dopo l’introduzione della Section 232, che ha portato a dazi del 50% sulle importazioni di acciaio negli Stati Uniti, l’industria siderurgica canadese ha mostrato segni di grave sofferenza. A maggio, la produzione d’acciaio in Canada è diminuita del 15% rispetto all’anno precedente, con un calo annuo progressivo del 14%. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono crollate, registrando una diminuzione del 31% nel 2025 e un calo del 55% nei primi tre mesi del 2026.
Il caso Algoma e altri produttori in difficoltà
Algoma, uno dei principali produttori canadesi con una produzione di 2,2 milioni di tonnellate, è stato particolarmente colpito. Con circa la metà dei suoi prodotti destinati al mercato statunitense, ha anticipato la chiusura degli altiforni a gennaio e sta investendo circa 1 miliardo di dollari canadesi in impianti a forno elettrico. Algoma prevede un Ebitda negativo nel 2026, dopo aver registrato un Ebitda adjusted negativo di circa 450 milioni al 31 marzo. Il titolo della società ha perso circa il 30% del suo valore da maggio dell’anno scorso, con una previsione di ritorno al breakeven nel 2027 grazie all’avvio dei nuovi impianti.
Resistenza di alcuni gruppi e politiche governative
Altri produttori, come Ivaco e la divisione canadese di Gerdau Nord America, stanno affrontando difficoltà simili. Tuttavia, alcuni gruppi stanno resistendo grazie alla natura dei mercati di destinazione finale e alle politiche di Buy Canadian introdotte dal governo a metà dicembre. L’acciaieria di ArcelorMittal a Montreal, specializzata in prodotti lunghi per edilizia e infrastrutture, è rimasta sostanzialmente indenne ma ha chiuso un laminatoio per concentrare la produzione in un unico hub. Il direttore finanziario Genuino Christino ha dichiarato che i dazi USA costano al gruppo 150 milioni di dollari a trimestre.
Prospettive future e nuove sfide
Dofasco ha registrato un progresso del 3% su base annua grazie a contratti di fornitura a lungo termine per i distretti automobilistici dell’Ontario. Lo stabilimento Lake Erie di Stelco, rilevato da Cleveland Cliffs, ha dovuto orientarsi verso il mercato interno per colmare il vuoto d’offerta lasciato dalla riduzione delle importazioni statunitensi, rinunciando però agli alti margini precedenti, il che ha aumentato la volatilità e la pressione sulla marginalità del gruppo americano.
Nuove stratificazioni e vincoli, già in parte varati e attesi a partire dal 2027, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione del settore siderurgico canadese. La crisi attuale evidenzia la vulnerabilità dell’industria e la necessità di strategie efficaci per affrontare le sfide future.
