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Economia

Pensioni 2027: Aumenti Previsti e Impatti dell’Inflazione

Grafico sull'andamento delle pensioni in Italia

In Breve

Qual è l'inflazione prevista per le pensioni nel 2027?
L'inflazione acquisita per il 2026 è stimata al 2,9%.
Quando sarà ufficializzata la percentuale di rivalutazione?
La percentuale definitiva verrà fissata dal decreto del Ministero dell'Economia nella seconda metà di novembre.
Qual è l'importo della pensione minima per il 2027?
La pensione minima passerà da 611,85 a 629,59 euro.

Le pensioni in Italia per il 2027 potrebbero subire una rivalutazione significativa, basata su un’inflazione acquisita per il 2026 stimata al 2,9%. Questa percentuale, attesa dal decreto del Ministero dell’Economia, verrà ufficializzata nella seconda metà di novembre.

Nel mese di agosto, l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% su base annua, segnando il tasso più alto degli ultimi tre anni. Tale incremento è principalmente attribuibile all’aumento dei prezzi dei beni energetici, la cui variazione annua è passata dall’11,6% di luglio al 17% di agosto. I beni energetici non regolamentati, come carburanti e mercato libero, sono aumentati del 16,9%, mentre quelli regolamentati, come le tariffe di luce e gas nel mercato tutelato, hanno visto un incremento del 18,8%. Inoltre, i costi della benzina e del gasolio sono aumentati rispettivamente del 16,3% e del 26,7%. Altri settori, come le spese per abitazione, acqua ed elettricità, hanno visto un aumento dell’8,9%, mentre i trasporti sono aumentati del 6,1%. I prezzi alimentari, invece, sono rimasti stabili con un incremento annuo dell’1,1%.

Il trattamento minimo previsto per il 2026 è fissato a 611,85 euro. La rivalutazione completa sarà applicata per i trattamenti fino a quattro volte il minimo; per le fasce superiori, l’adeguamento sarà parziale: 90% per i trattamenti tra quattro e cinque volte il minimo e 75% per quelli superiori a sei volte il minimo. Con un tasso del 2,9%, gli assegni fino a 2.447,40 euro beneficeranno della rivalutazione piena, portando la pensione minima da 611,85 a 629,59 euro, con un incremento di circa 18 euro.

Ecco alcuni esempi indicativi di come potrebbe variare l’importo delle pensioni con il tasso acquisito al 2,9%: un assegno di 800 euro aumenterebbe a 823,20 euro (+23,20 euro); 900 euro diventerebbero 926,10 euro (+26,10 euro); 1.000 euro salirebbero a 1.029 euro (+29 euro); e 2.000 euro arriverebbero a 2.058 euro (+58 euro). Per importi superiori a 2.447,40 euro, la rivalutazione sarà applicata in modo parziale: un assegno di 2.500 euro aumenterebbe a 2.572,34 euro (+72,34 euro); 3.000 euro diventerebbero 3.085,39 euro (+85,39 euro); mentre 3.500 euro salirebbero a 3.596,48 euro (+96,48 euro). È importante notare che questi importi sono indicativi e dipendono dalla conferma del tasso acquisito.

Inoltre, dal 1° gennaio 2027, entrerà in vigore un adeguamento legato alla speranza di vita, con un mese in più nei requisiti di accesso alle pensioni. Per la pensione anticipata contributiva, il nuovo requisito sarà di 64 anni e 1 mese; per la pensione di vecchiaia, 67 anni e 1 mese; e per l’anticipata ordinaria, 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Un ulteriore passaggio, previsto nel 2028, porterà a un incremento complessivo di tre mesi nei requisiti.

redazione

Autore de La Bussola Economica.

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