Le imprese di barre in acciaio inox deluse dalla nuova salvaguardia Ue
In Breve
- Qual è l'impatto della nuova salvaguardia Ue sui produttori di barre in acciaio inox?
- I produttori non hanno registrato miglioramenti significativi nell'attività e nella raccolta ordini.
- Quali sono le percentuali di riduzione per i vari paesi?
- Riduzione del 56% per il Regno Unito, 41% per la Svizzera e 27% per l'India.
- Quali sono le conseguenze della regionalizzazione dei mercati?
- I dazi imposti dal Regno Unito e dagli Stati Uniti hanno ridotto l'accesso a quei mercati.
A due mesi dall’entrata in vigore della nuova salvaguardia europea, che ha ridotto di quasi 12 milioni di tonnellate i contingenti di acciaio destinati a Paesi extra-Ue, le imprese produttrici di barre in acciaio inossidabile non hanno rilevato miglioramenti significativi nell’attività e nella raccolta ordini. Gli impianti sono rimasti al 70% della capacità produttiva, come riferito da Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Cogne Acciai speciali.
Le aziende contestano la revisione della salvaguardia, che pur avendo come obiettivo una riduzione media del 44% del flusso di importazioni, ha fissato tagli differenziati per le barre inox: -56% per il Regno Unito, -41% per la Svizzera e -27% per l’India, quest’ultima nazione che ha aumentato notevolmente le proprie esportazioni e continua a rappresentare il principale concorrente. Inoltre, il meccanismo prevede l’accesso a quote residuali, il che significa che il volume effettivamente disponibile per l’India calerà solo del 19,8% secondo i calcoli.
Burelli sostiene che il nuovo meccanismo di assegnazione, progettato per limitare l’operatività di operatori che ricevono aiuti di Stato e operano in sovracapacità, non riuscirà a ridurre in modo significativo l’accesso dell’India al mercato Ue. Una lettera firmata dai principali operatori del settore, inviata alla Commissione lo scorso luglio, non ha ricevuto risposta. Tuttavia, è stata avviata un’interlocuzione con associazioni di categoria come Eurofer e Federacciai per chiedere una revisione della soglia di riduzione del free trade, in particolare per l’India, e un allineamento a quanto fatto per l’acciaio al carbonio.
Cogne Acciai speciali, controllata dalla multinazionale taiwanese Walsin Liwha corporation e con stabilimenti anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sta subendo gli effetti della forte regionalizzazione dei mercati. Il Regno Unito ha imposto un dazio d’ingresso del 26%, mentre gli Stati Uniti applicano dazi del 50%, riducendo significativamente l’accesso a quei mercati.
Nel 2025 la domanda di acciaio è aumentata, ma è stata assorbita dalle importazioni, erodendo le quote dei produttori europei. Il 2026 presenta risultati leggermente migliori rispetto al 2025, ma resta sotto il budget, con volumi bassi nel comparto automotive e segnali positivi ma limitati nei settori dell’energia, dell’aerospazio e del nucleare, dove la marginalità è alta.
