Riassetto nel Settore dell’Efficienza Energetica in Italia: Opportunità e Sfide
In Breve
- Qual è la dimensione attuale del settore dell'efficienza energetica in Italia?
- Circa 17 miliardi di euro.
- Quali sono i principali operatori coinvolti nel riassetto?
- Veolia Italia, Rekeep e Renovit.
- Qual è il potenziale di crescita del settore?
- Fino a 39 miliardi di euro.
Il settore italiano dell’efficienza energetica si appresta a vivere una fase di riassetto, con operatori, fondi e grandi utility che valutano operazioni di consolidamento tra la fine dell’anno e il 2027. Secondo uno studio, il comparto ha una dimensione attuale di circa 17 miliardi di euro, con un potenziale di crescita che potrebbe raggiungere i 39 miliardi. Gli esperti del settore sottolineano l’importanza di sinergie ed economie di scala per sfruttare appieno queste potenzialità, soprattutto in relazione al costo dell’energia e al percorso di transizione ecologica richiesto dall’Unione Europea.
Tra i dossier più rilevanti emergono tre casi principali. Il primo riguarda Veolia Italia (nota anche come Siram), che serve circa 2.300 clienti pubblici e privati nei servizi di efficientamento energetico, rinnovabili (incluso biogas), gestione acqua e rifiuti speciali, con un forte focus sugli ospedali. L’Ebitda previsto per il 2025 è di 97 milioni di euro e, applicando i multipli di settore, il valore d’impresa potrebbe arrivare a circa 1 miliardo di euro. La capogruppo Veolia Environnement ha incaricato Rothschild di esplorare eventuali mosse sul capitale; attualmente non è stato avviato alcun processo formale e tutte le opzioni restano aperte, dal mantenimento dello status quo a cessioni di minoranze o quote più rilevanti. Veolia Italia ha chiarito che il gruppo sta attuando un piano di dismissioni da 2 miliardi di euro, annunciato a novembre 2025, a seguito dell’acquisizione di Clean Earth, e che Siram Veolia non fa parte di questo piano e non è in vendita.
Il secondo dossier riguarda la divisione energia di Rekeep: due anni fa, una cordata formata da Hera e Renovit aveva avviato trattative per l’acquisizione, senza però arrivare a un accordo definitivo. La possibilità che le trattative possano riaprirsi non è esclusa e gli interlocutori potrebbero variare.
Il terzo dossier si concentra su Renovit, acquisita nel 2021 da Snam insieme a Cdp Equity (che detiene il 30%) e specializzata nell’efficientamento degli immobili. Il management ha indicato che la società non è considerata un business core e si prevede un possibile disimpegno dell’azionista di controllo. Tuttavia, prima di una valorizzazione di mercato, rimane da risolvere la questione degli ingenti crediti fiscali legati al Superbonus. Snam ha sostenuto la controllata anche tramite un cash pooling che nel bilancio 2025 risulta superiore a 1 miliardo di euro; il 2026 è indicato come un possibile momento di svolta. Inoltre, resta da verificare il ruolo che Cdp Equity potrà avere, sia come supporto a un disimpegno di Snam sia come possibile soggetto che rafforzi o riduca la propria esposizione.
In generale, il quadro appare in evoluzione e il consolidamento è visto come la via principale per aumentare la capacità operativa. I principali operatori del settore hanno dimensioni oggi giudicate ridotte rispetto al potenziale, con opportunità estese dall’industria all’illuminazione pubblica, dalle scuole agli ospedali e agli immobili privati.
