WeCare: la piattaforma che rimborsa il credito se la badante non risponde
In Breve
- Cosa offre la piattaforma WeCare?
- WeCare offre un rimborso automatico se la badante non risponde entro 36 ore.
- Qual è la situazione attuale dei lavoratori domestici in Italia?
- Nel 2025, i lavoratori domestici sono diminuiti a 804.464, con un calo di 173.000 addetti rispetto al 2021.
- Qual è l'obiettivo di WeCare per il prossimo anno?
- WeCare punta a raggiungere 25.000 utenti nel prossimo anno.
In un contesto di crescente richiesta di assistenza domiciliare, la startup WeCare ha lanciato una piattaforma innovativa che rimborsa automaticamente il credito speso se la badante selezionata non risponde entro 36 ore. Questa iniziativa si inserisce in un quadro demografico in evoluzione, caratterizzato da un aumento della popolazione over 60 e da una diminuzione dei nuovi nati, insieme a una carenza di personale disponibile per il lavoro di badante.
Attualmente, in Italia, si stima che ci siano circa 8,5 badanti ogni 100 persone sole con più di 60 anni. WeCare, attraverso il suo portale Lebadanti.it, ha registrato un notevole successo dal lancio della nuova versione del sito avvenuto a luglio, con oltre 6.000 iscrizioni e più di 3.000 profili di badanti disponibili nei primi due mesi.
Il funzionamento della piattaforma è semplice: le badanti possono iscriversi gratuitamente, creare un profilo e candidarsi per le offerte di lavoro. Le famiglie, d’altro canto, cercano badanti a livello locale e possono contattarle tramite un sistema a crediti, pagando solo quando decidono di contattare una badante, con tariffe a partire da 9 euro a contatto e senza necessità di abbonamento.
Il rimborso automatico del credito, previsto se non arriva risposta entro 36 ore, è stato pensato per facilitare il reperimento di personale in situazioni di urgenza, come nel caso di un ricovero ospedaliero o di un peggioramento improvviso delle condizioni di salute di un familiare. Valerio Carboni, CEO e fondatore di WeCare, ha sottolineato l’importanza di questa funzionalità per le famiglie in difficoltà.
Tuttavia, il quadro dei lavoratori domestici in Italia mostra una preoccupante diminuzione. Nel 2025, i lavoratori con almeno un contributo versato all’Inps erano 804.464, segnando un calo per il quarto anno consecutivo e con circa 173.000 addetti in meno rispetto al 2021. Le badanti, che rappresentano il 51,3% del totale dei lavoratori domestici, hanno superato per il secondo anno consecutivo le colf.
Con l’obiettivo di rispondere a questa crescente domanda di assistenza, WeCare punta a raggiungere 25.000 utenti nel prossimo anno, contribuendo a migliorare l’accesso a servizi di assistenza domiciliare in Italia.
