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Innovazione

L’Intelligenza Artificiale Trasforma il Lavoro: Opportunità e Rischi da Considerare

Immagine che rappresenta l'intelligenza artificiale nel lavoro

In Breve

Come sta cambiando l'AI il lavoro?
L'AI sta automatizzando compiti ripetitivi, ma introduce anche nuovi rischi e sfide.
Quali sono i rischi legati all'uso dell'AI nel lavoro?
Tra i rischi ci sono errori imprevedibili e la necessità di supervisione umana.
Qual è il futuro del lavoro con l'AI?
Il lavoro ripetitivo sarà ridotto, ma aumenterà il carico cognitivo per il coordinamento degli agenti AI.

L’adozione crescente di agenti basati su intelligenza artificiale (AI) sta modificando profondamente il panorama lavorativo, rendendo le attuali routine professionali potenzialmente obsolete nel giro di pochi anni. La diffusione di strumenti automatizzati per compiti d’ufficio ha portato via lavoro ripetitivo, ma ha anche introdotto nuove sfide, tra cui errori imprevedibili e comportamenti definiti come ‘jagged intelligence’. Questo fenomeno si verifica quando i modelli AI riescono a risolvere problemi complessi, ma inciampano su errori banali.

Un esempio significativo di questa trasformazione si osserva nel campo dello sviluppo software, dove gli agenti AI sono in grado di generare fino al 90% del codice, secondo le segnalazioni di ingegneri. Tuttavia, il rischio di allucinazioni e imprecisioni rimane un problema rilevante. Pertanto, la decisione su quali compiti delegare a un agente dovrebbe basarsi su due criteri fondamentali: il costo dell’errore e il costo della verifica. Ad esempio, errori costosi, come una citazione errata in un documento legale, richiedono una supervisione umana più attenta, mentre output facilmente verificabili, come calcoli matematici, possono essere delegati con minore intervento.

Molti compiti possono sembrare unici, ma in realtà includono sotto-attività con profili di rischio diversi. Il customer service di primo livello, ad esempio, presenta costi di verifica relativamente bassi e percorsi di escalation chiari. Al contrario, le interazioni di secondo e terzo livello richiedono competenze più elevate e comportano rischi maggiori.

Le esperienze aziendali dimostrano che un’eccessiva automazione può compromettere la qualità del servizio, portando a riorganizzazioni che richiedono il reinserimento di personale umano. Inoltre, l’automazione parziale tende ad aumentare il valore dei lavoratori rimasti. In modo simile all’introduzione degli sportelli automatici nel settore bancario o all’uso di strumenti AI in radiologia, la domanda di figure qualificate può aumentare, poiché queste ultime fungono da controllo finale in processi dove un singolo errore può compromettere l’intero risultato.

Per sfruttare al meglio i benefici dell’AI, i leader aziendali devono identificare chiaramente i compiti che possono essere delegati agli agenti, trasferirli e ristrutturare i processi in modo che le persone possano concentrare il tempo liberato su attività a maggiore valore. Queste attività includono la costruzione di relazioni, il giudizio specialistico e la supervisione, piuttosto che limitarsi a monitorare le macchine.

In uno scenario plausibile tra cinque anni, decine di agenti opereranno in parallelo su proposte, qualificazione di lead e gestione di ticket. Sebbene il lavoro ripetitivo sarà ridotto, aumenterà il carico cognitivo per coloro che devono coordinare e verificare questi agenti. Pertanto, proteggere la capacità di attenzione e mantenere il controllo umano sull’automazione saranno condizioni decisive affinché il cambiamento produca benefici reali.

redazione

Autore de La Bussola Economica.

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