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Lavoro

Tributaristi e il Futuro dell’Interoperabilità Europea: Priorità e Sfide

Tributaristi e interoperabilità europea

In Breve

Quali sono le priorità indicate dall'INT riguardo all'interoperabilità?
Superare la frammentazione locale, integrare l'IA e ridurre i costi di conformità.
Qual è il potenziale risparmio economico per le imprese?
Stimato tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro grazie all'interoperabilità transfrontaliera.
Quali sono le preoccupazioni sollevate dai tributaristi?
Difficoltà operative dovute a standard diversi tra amministrazioni centrali e locali.

Il presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi (INT), Riccardo Alemanno, ha recentemente partecipato alla consultazione pubblica della Commissione Europea per discutere la revisione del Quadro europeo di interoperabilità dei servizi pubblici digitali. Durante l’incontro, Alemanno ha espresso preoccupazioni riguardo alle potenziali ricadute per i professionisti fiscali e le imprese assistite.

In particolare, l’INT ha individuato tre priorità fondamentali: superare la frammentazione locale e semplificare le procedure, integrare l’intelligenza artificiale garantendo la sovranità dei dati e puntare a un significativo impatto economico attraverso la riduzione dei costi di conformità. La situazione attuale, caratterizzata da una diffusione disomogenea dell’interoperabilità, genera inefficienza e complessità, con conseguenti costi procedurali elevati.

Per i tributaristi, questo si traduce in maggiori difficoltà operative, evidenziando marcati divari tra le amministrazioni centrali e quelle territoriali. È essenziale affrontare la necessità di confrontarsi con standard diversi per ogni ente locale, in particolare nella gestione della fiscalità locale.

In questo contesto, l’INT sollecita che il nuovo quadro di interoperabilità diventi una caratteristica strutturale, piuttosto che una serie di iniziative tecniche isolate. È fondamentale favorire il riutilizzo di soluzioni e modelli digitali a livello europeo, nazionale, regionale e locale.

Dal punto di vista tecnologico, l’orientamento verso un’interoperabilità “pronta per l’IA” e l’integrazione di tecnologie emergenti potrebbero consentire una precompilazione e controlli automatizzati, rendendo i processi transfrontalieri dei dati fiscali e finanziari più fluidi e riducendo i margini di errore. Tuttavia, l’INT sottolinea anche l’importanza della tutela della privacy e della sicurezza dei dati sensibili, richiamando obblighi normativi come quelli previsti dalla legge 4/2013.

Inoltre, l’INT chiede la creazione di ecosistemi basati su standard aperti e soluzioni open source, con un rafforzamento del controllo sui dati per garantire trasparenza. L’analisi condotta dall’INT mette in evidenza il potenziale risparmio economico per le imprese, stimato tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro, derivante dall’interoperabilità transfrontaliera. Questa evoluzione potrebbe portare a una diminuzione degli oneri amministrativi e dei costi gestionali, permettendo ai tributaristi di concentrarsi maggiormente sulla consulenza strategica e sulla pianificazione fiscale.

In conclusione, l’INT ritiene che il futuro quadro europeo debba fornire orientamenti operativi chiari e standardizzare i canali di trasmissione dei dati fiscali e finanziari. È fondamentale coinvolgere stabilmente le associazioni di rappresentanza dei professionisti nella governance e nei progetti, favorendo un passaggio da un approccio volontario e basato su progetti specifici a un ecosistema europeo integrato e interoperabile fin dalla progettazione.

redazione

Autore de La Bussola Economica.

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