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Energia

CarpeCarbon e Michelin: il primo impianto di cattura della CO2 a Cuneo

Impianto di cattura CO2 CarpeCarbon e Michelin

In Breve

Qual è l'obiettivo dell'impianto di CarpeCarbon e Michelin?
L'impianto mira a catturare e valorizzare la CO2 atmosferica per applicazioni industriali.
Quando entrerà in funzione l'impianto?
L'impianto è previsto in funzione nel secondo semestre del 2027.
Qual è la capacità iniziale dell'impianto?
La capacità iniziale sarà di 300 tonnellate di CO2 all'anno.

La startup torinese CarpeCarbon ha siglato un accordo con Michelin Italiana per sviluppare un impianto di cattura e valorizzazione della CO2 atmosferica nello stabilimento di pneumatici di Michelin a Cuneo. Questo rappresenta il primo impianto industriale di CarpeCarbon che utilizza la tecnologia proprietaria di direct air capture (DAC), integrata in un processo produttivo. La realizzazione di un impianto pilota è prevista per dicembre 2025 presso la sede di Caselle, vicino a Torino.

L’accordo prevede che la CO2 catturata direttamente dall’atmosfera venga utilizzata per specifiche applicazioni industriali all’interno del sito Michelin, contribuendo a ridurre la quantità di anidride carbonica che l’azienda riceve da fornitori esterni. La parte di CO2 non utilizzata da Michelin sarà gestita da CarpeCarbon per lo stoccaggio e per l’emissione di crediti di carbonio che attestano la rimozione di CO2 equivalente.

Il nuovo impianto avrà un investimento di 2 milioni di euro e una capacità nominale di 300 tonnellate di CO2 all’anno, con l’entrata in funzione prevista nel secondo semestre del 2027. CarpeCarbon ha in programma di aumentare la capacità complessiva a 5.000 tonnellate annue entro il 2028-2029 e a 50.000 tonnellate nel 2030. Questo modello di crescita si basa su impianti modulari che possono essere integrati nei siti industriali esistenti e su moduli stand-alone alimentati da calore solare.

La tecnologia di cattura della CO2 impiega filtri specializzati attraverso cui l’aria atmosferica viene fatta passare. Un solvente solido trattiene le molecole di CO2, lasciando passare le altre componenti. La CO2 catturata è misurabile e certificabile e può essere stoccata in modo permanente, ad esempio tramite mineralizzazione in materiali da costruzione o in formazioni geologiche come rocce basaltiche. Inoltre, può essere utilizzata come materia prima in diverse applicazioni industriali, dalle bevande gassate alla produzione di sustainable aviation fuel (SAF).

CarpeCarbon sta anche sviluppando capacità di stoccaggio geologico in Italia, avendo già mappato i siti idonei. Fondata nel 2022, la società opera come EPC (engineering, procurement and construction) e fornisce anche manutenzione post-vendita. Giuliano Antoniciello, cofondatore e amministratore delegato di CarpeCarbon, ha dichiarato: “Abbiamo sviluppato una tecnologia proprietaria, oggetto di tre brevetti, e investito nella realizzazione di un impianto pilota. Iniziare a attuare questo piano con un partner di primo piano come Michelin è fondamentale per accelerare lo sviluppo industriale della nostra tecnologia.”

Attualmente, CarpeCarbon impiega 13 persone, con un aumento previsto a 14. La startup ha raccolto circa 4,5 milioni di euro in venture capital e circa 0,5 milioni in finanza agevolata. È in corso un nuovo aumento di capitale, motivato dalle prospettive di riconoscimento del carbon removal nell’integrazione al sistema ETS e dalla crescente domanda di clienti interessati ad adottare la tecnologia. Tra gli investitori figurano Cdp Venture Capital e 360 Capital.

redazione

Autore de La Bussola Economica.

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