Electrolux: nuovo piano di incentivazione e ammortizzatori sociali per i dipendenti
In Breve
- Qual è il nuovo piano di Electrolux per i dipendenti?
- Electrolux propone un piano di incentivazione con uscite volontarie e ammortizzatori sociali.
- Quante persone saranno coinvolte nel piano di uscita?
- Il piano prevede uscite volontarie per 1.250 persone in tre anni.
- Cosa succederà allo stabilimento di Cerreto d'Esi?
- La chiusura è confermata, ma è previsto un progetto di reindustrializzazione.
Electrolux ha annunciato una significativa revisione della sua strategia occupazionale in Italia, ritirando i licenziamenti unilaterali precedentemente previsti. L’azienda ha presentato un nuovo piano che si basa su incentivi all’esodo e sull’utilizzo di ammortizzatori sociali per accompagnare i dipendenti durante la transizione.
Il piano prevede uscite volontarie per un totale di 1.250 persone nei prossimi tre anni, suddivise in 600 impiegati e 650 operai. Per gestire questa transizione, Electrolux farà ricorso alla cassa integrazione straordinaria, garantendo così un supporto ai lavoratori coinvolti.
Inoltre, l’azienda ha pianificato una revisione della produzione e dei prodotti. Sebbene la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi sia confermata, è stato proposto un progetto di reindustrializzazione che mira a garantire una transizione più sostenibile, mantenendo attiva la produzione e prevedendo verifiche periodiche sull’avanzamento del piano e sull’impiego degli ammortizzatori sociali più adeguati.
Per supportare queste iniziative, Electrolux ha collaborato con l’advisor Vertus per avviare un’analisi di fattibilità. Inoltre, sarà istituito un tavolo di lavoro che coinvolgerà le istituzioni locali e le parti sociali, al fine di garantire un dialogo costruttivo e condiviso.
L’azienda ha stanziato 90 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti e ha evidenziato come priorità il miglioramento della competitività. A tal fine, Electrolux intende inserire l’elettrodomestico nell’agenda europea, rivedere il CBAM, ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza organizzativa.
Il ministro Adolfo Urso ha commentato positivamente le interlocuzioni avute a Bruxelles, sottolineando che ci sono segnali di disponibilità a rivedere la regolazione europea. Ha auspicato l’avvio di un nuovo piano di rilancio che sia sostenibile e condivisibile da tutte le parti coinvolte.
