Iscro 2026: Indennità per Partite IVA Fino a 800 Euro, Scadenza per le Domande il 31 Ottobre
In Breve
- Cos'è l'Iscro 2026?
- L'Iscro 2026 è un'indennità per lavoratori autonomi in difficoltà, assimilabile a un'indennità di disoccupazione.
- Quali sono i requisiti per richiedere l'Iscro?
- I requisiti includono un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi degli ultimi due anni e un reddito dichiarato non superiore a 12.000 euro.
- Quando scade il termine per la presentazione delle domande?
- Le domande devono essere presentate entro il 31 ottobre 2026.
Nel 2026, i lavoratori autonomi in difficoltà possono beneficiare nuovamente dell’Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), un sostegno temporaneo assimilabile a un’indennità di disoccupazione. Le domande possono essere presentate dal 15 giugno fino al 31 ottobre 2026.
L’Iscro è destinato agli iscritti alla Gestione Separata che esercitano l’attività professionale in modo abituale. Per accedere a questo supporto, i richiedenti devono soddisfare specifici requisiti, tra cui una significativa diminuzione del reddito. In particolare, il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi degli ultimi due anni. Per chi presenta la domanda nel 2026, si considererà il reddito risultante dalla dichiarazione dei redditi del 2025, confrontato con la media dei redditi del 2023 e del 2024.
In aggiunta, il reddito dichiarato non deve superare i 12.000 euro. È essenziale che il richiedente sia in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria e che la partita IVA sia attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda. Non possono richiedere l’indennità coloro che sono titolari di una pensione diretta o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie. È importante notare che l’Assegno di Inclusione è incompatibile con l’Iscro durante l’intero periodo di fruizione.
L’indennità viene erogata per un periodo di sei mesi, a partire dal giorno successivo all’invio della domanda. L’importo dell’indennità è pari al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti, con un limite minimo di 250 euro mensili e un massimo di 800 euro. Gli importi vengono aggiornati annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Per il 2026, possono richiedere il contributo coloro che non hanno mai presentato domanda nel 2024 e nel 2025, oppure chi ha visto respinte o revocate le proprie domande in quegli anni. La normativa stabilisce che non si può richiedere l’indennità nel biennio successivo all’inizio della fruizione, un limite che si applica anche a chi ha perso il diritto prima di ricevere tutte le sei mensilità.
È fondamentale che i professionisti siano iscritti alla Gestione Separata. Se un professionista ha versato regolarmente i contributi senza aver formalizzato l’iscrizione, la domanda non viene bloccata, ma la posizione deve essere regolarizzata il prima possibile.
Le richieste possono essere presentate online o tramite il servizio telefonico dell’INPS entro il 31 ottobre 2026, autocertificando i redditi degli anni passati. Per l’invio telematico, è possibile utilizzare il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche o la pagina dedicata alla prestazione. Il servizio multicanale è raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164164 (da cellulare, con costo a carico dell’utente).
